Sabato, 12 Aprile 2014 06:17

Sindacati medici e dirigenti Ssn, Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Roma, 10 aprile 2014

A fronte delle notizie circolate in questi giorni, che preannunciano ulteriori tagli alle retribuzioni dei medici e dei dirigenti del servizio sanitario nazionale, riteniamo inaccettabile che ancora una volta sia colpita la sanità pubblica. La misura contro i paperoni di Stato, il famoso tetto agli stipendi dei manager, non può colpire nuovamente i medici e i dirigenti della sanità pubblica, che non percepiscono le somme da capogiro contro cui si è schierato il Governo Renzi. Ma tra le pieghe di questa retorica si nasconde un'altra batosta per i medici, una riduzione dello stipendio già congelato dal 2009.

 

Tagliare la retribuzione dei medici e dei dirigenti del sistema sanitario nazionale, con il contratto fermo da cinque anni, mentre gli organici si riducono a causa del blocco del turn over e, come rilevato dalle istituzioni comunitarie, i turni si fanno sempre più massacranti, significa colpire in primo luogo la sanità pubblica.

Per queste ragioni proclamiamo lo stato di agitazione dei medici e dei dirigenti dell'Ssn, anticipando sin d'ora di essere pronti ad una forte mobilitazione generale nel caso in cui le notizie che sono circolate abbiano fondamento.

Letto 1524 volte
Amministratore

Segreteria provinciale di Foggia

Devi effettuare il login per inviare commenti