Si trasmette il documento finale approvato ieri dagli esecutivi nazionali unitari delle categorie del P.I. della UIL

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Gli esecutivi nazionali della UIL FPL, UILPA, UIL RUA si sono riuniti in data odierna presso il Centro Congressi Nh Vittorio Veneto di Roma per esaminare lo stato della vertenza complessiva sul pubblico impiego ed in particolare sui contenuti del ddl stabilitá 2014.

 

Nel merito delle iniziative assunte dalle confederazioni CGIL, CISL, UIL, in particolare con la proclamazione dello sciopero generale di 4 ore, con articolazione territoriale differenziata sono state registrate difficoltá di carattere  organizzativo e politico nei settori del pubblico impiego.

 

 

Dal punto di vista organizzativo si sono determinate le condizioni per un pesante intervento della Commissione di garanzia sugli scioperi.

 

Non a caso era stata segnalata dai segretari generali del pubblico impiego alla segreteria confederale la necessitå, proprio in considerazione delle peculiaritá dei settori rappresentati, di prevedere una diversa articolazione e durata dello sciopero.

 

Inoltre, le ragioni stesse dello sciopero confederale non rispondono, se non in minima parte, alle esigenze più volte rappresentate nelle nostre rivendicazioni per la modifica sostanziale delle politiche economiche dei governi in materia di pubblico impiego.

 

La proposta di legge di stabilitá non fa che aggravare queste politiche poiché non dà risposte alle nostre rivendicazioni.

 

Riteniamo quindi che la legge di stabilitá 2014 sia profondamente iniqua, penalizzante e non in grado di risolvere i problemi del paese nella direzione della crescita e  dello sviluppo.

 

Vanno bene dunque le ragioni poste dalle confederazioni alla base dello sciopero in tema di riduzione delle tasse, lotta agli sprechi ed all'evasione, rivalutazione delle pensioni, ma non è sufficiente.

 

E' necessario da parte della confederazione UIL un intervento più incisivo sulle tematiche del pubblico impiego; in particolare occorre:

 

- abrogare o riformare sostanzialmente il dlgs 150 coerentemente con la proposta di legge di iniziativa popolare attualmente giacente in parlamento, presentata dalle nostre categorie, in modo da recuperare il ruolo e le competenze della contrattazione e del sistema delle relazioni sindacali in materia di lavoro pubblico e organizzazione del lavoro nelle pubbliche amministrazioni;

 

- rinnovare i ccnl, sia per la parte normativa che economica, per recuperare i gravissimi effetti determinati dai blocchi degli anni precedenti sul potere d'acquisto delle retribuzioni e sulle dinamiche salariali;

 

-  rilanciare l'efficienza e l'efficacia dell'azione della pubblica amministrazione, valorizzando la produttivitá collettiva anche attraverso la detassazione del salario accessorio, cancellando le attuali discriminazioni rispetto al  settore privato;

 

- garantire l'autonomia degli enti e delle amministrazioni liberandole dai pesanti e strumentali vincoli e controlli che impediscono l'utilizzazione dei fondi ed una corretta programmazione dei fabbisogni;

 

- dare certezza alla stabilizzazione del precariato della pubblica amministrazione eliminando i vincoli che impediscono l'indispensabile turn over e bloccano il depauperamento in atto delle risorse umane con le inevitabili e pesanti ricadute sulla erogazione dei servizi.

 

Gli esecutivi unitari ritengono tali punti dirimenti ed irrinunciabili per la soluzione della vertenza e per dare risposte alle richieste ed alle esigenze pressanti delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentati.

 

Nella prosecuzione delle iniziative sindacali chiedono alla confederazione UIL di cambiare e di fare un salto di qualitá nel dare sostegno alle rivendicazioni esposte con  iniziative in modo da riportare il confronto sulla PA, sulla sua funzione istituzionale e quindi sulla centralitá del lavoro pubblico, anticipando sin da ora che le tre categorie oggi riunite sono pronte ad intraprendere un percorso di lotta a sostegno della vertenza UIL Pubblico Impiego.

 

Pur ritenendo l'unitá sindacale un valore aggiunto, in mancanza di un percorso condiviso, gli esecutivi rivendicano comunque autonome iniziative di sigla per raggiungere tali obiettivi, non escludendo il ricorso ad uno sciopero generale delle categorie del pubblico impiego della UIL.

 

Roma, 12.11.2013